|
L’attività dialettale ha da sempre caratterizzato il nostro modo di fare Teatro. L’interesse per la Poesia e per altre forme espressive tuttavia mi ha indirizzato alla ricerca di proposte alternative. A parte “Il mio unico figlio”, Atto unico datato 1994 in occasione dell’ordinazione sacerdotale di due amici paesani tratto da testi di Gibran Kahlil Gibran, è stata la successiva collaborazione con il Gruppo Musicale “Il Desìo” che ha dato interessanti frutti espressivi. “Il Regno Segreto”, collage di Favole e cantilene irlandesi accompagnate appunto dagli Strumentisti con violini e chitarre oltre alla voce, è stato il primo esempio di Teatro “multimediale”, dove la forza espressiva dei Testi e della Recitazione si fondeva con la suggestione del canto e della Musica. “Chiedi alla polvere” è il paso successivo: un recital di Musica e Poesia con brani tratti da opere di John Fante, scrittore cult americano, e di altri Poeti quali Gozzano. L’accompagnamento musicale, che spaziava in sonorità moderne rese particolari dall’orchestrazione per violini e chitarra, ben si coniugava con l’espressione verbale. La pubblicazione del libro “El vissio del tenpo” del 1994 ha suggerito una trasposizione teatrale dove si fondevano Proiezioni, Canto dal vivo, recitazione e letture, con le Musiche a fare da collante. Un’esperienza importante che mi ha convinto sulla possibilità di esprimerci nel già citato Teatro multimediale. Un Teatro che usufruisce di tutte le potenzialità di ciascuna espressione fondendosi tra loro. L’Azione Scenica “Eppure un fiore…” è storia recente e rappresenta il momento più forte della suggestione frutto di contaminazioni. Le proiezioni video, le letture e la recitazione trasmettono emozioni senza che ciascuna forza espressiva sia parzialmente annullata dalle altre ma al contrario facendo sì che tutte godano di maggiore impronta. |